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Cosa può insegnare un contest VHF?

Perché si legge spesso che partecipare a un contest aiuta a farsi “le ossa”? In che modo un contest può migliorare le nostre abilità durante un’attivazione?

La risposta non è semplice, ma posso riportare alcune mie esperienze. Alcune cose saranno ovvie, altre saranno contorte e alcune probabilmente scritte con un linguaggio “impreciso”, ma è quello che ho imparato, da solo purtroppo: non ho avuto un mentore per cui se scrivo cavolate abbiate pazienza.

Comunicazione

Durante i contest, quelli “grossi” (soprattutto in HF), una delle cose che si impara più velocemente è a riconoscere i nominativi e i locatori.
Vi sembrerà una stupidata, ma imparare a riconoscere le lettere in condizioni “difficili” come segnali bassi, con disturbi di altre stazioni, con accenti “strani” (cosa tipica delle HF quando i corrispondenti sono di nazioni differenti) oppure con l’uso di un alfabeto “fantasioso” non è proprio banale.

Faccio qualche esempio:

  • abituarsi alla differenza tra otel (si Hotel, ma chi la sente la H?) e oscar che non sono due modi per dire la “O”
  • Chi usa alfabeto “fantasioso” invece di Yankee o X-ray i vari Yokohama e Xilofono, i finlandesi che spesso usano Ocean al posto di Oscar, gli americani che Oscar lo pronunciano “ascar”…
  • Comprendere le lettere delle stazioni che non sono esattamente “centrate” sulla nostra frequenza o con una modulazione distorta.
  • Imparare ad essere flessibili, ad esempio sull’uso dell’alfabeto internazionale. E’ vero che tutti gli OM dovrebbero saperlo, ma…. non è sempre così e avere pronte un paio di alternative quando proprio non riescono a capire è importante. Eduard al posto di Echo, United al posto di Uniform (io sono messo male con il mio call in particolare la H: quante alternative ci sono? poche: Honolulu al posto do Hotel e spera bene!)

Altra cosa che si impara, soprattutto quando si passa in “chiamata” è a gestire i piccoli pile-up. Imparare a riconoscere un call intero in mezzo a più voci. Imparare a far capire ai corrispondenti che li avete sentiti e che li farete venire avanti uno per volta in modo che non pensino che voi non li sentiate e se ne vadano. Imparare che non sempre è conveniente “lavorare” prima l’operatore che arriva più forte, ma spesso è il “segnalino” che nasconde la sorpresa, per cui “affinale” l’orecchio a sentire anche i segnali più piccoli in mezzo al bailamme e cogliere le parole “chiave” come ad esempio “summit-to summit”, “portatile”, “qrp”…

Un altro aspetto che i contest insegnano è come riuscire a portare a termine un QSO “difficile”.
Come detto la chiarezza della comunicazione è fondamentale, riuscire a comunicare i nostri dati in modo chiaro è la chiave per portare a termine un QSO.

  • Evitare di ripetere i numeri senza aver prima dichiarato che li si sta ripetendo, es: “001 1” il vostro corrispondente capirà “11” mentre è consigliabile dire “001 ripeto, numero 1” sarà senza dubbio più chiaro.
  • Scandire bene una lettera per volta lasciando una brevissima pausa tra una e l’altra. Questo aiuterà a distinguere bene quello che dite anche con segnali disturbati o deboli.
  • In caso di segnali deboli o con QSB ripetere le informazioni più volte: il vostro corrispondente potrà sfruttare ogni vostra ripetizione per completare le parti che non ha compreso o per confermare la corretta ricezione.
  • Fornire indicazioni geografiche sulla vostra posizione (provincia, regione, grosse città vicine) questo aiuterà il vostro corrispondente a puntare meglio l’antenna (se ha questa possibilità)
  • Non rinunciare al primo fallimento: in un contest non si può ovviamente tentare decine di volte, il vostro corrispondente probabilmente se ne andrà dopo 2 o 3 tentativi, ma in un’attivazione è possibile insistere di più.
  • Se avete stazioni a fianco che vi danno “noia” potete trovare il ritmo giusto tra una loro trasmissione e l’altra, l’importante è far sapere al vostro corrispondente quale è la vostra difficoltà in modo che anche lui possa partecipare in modo proficuo assecondando il vostro ritmo.

Tecnica

Altra occasione di migliorare offerta dai contest quella relativa all’uso della radio:

  • Regolazione della banda passante AF (width) consente di “stringere” l’ampiezza del segnale ascoltato (non necessariamente di quello ricevuto) eliminando il “rumore” prodotto da stazioni vicine.
    • PRO pulisce l’audio da “sblatteri”
    • CONTRO ne peggiora la comprensibilità
  • Rit / Shift / Clar…. Tanti modi per chiamare funzioni che spostano la frequenza di ricezione o trasmissione per consentire di “centrare meglio” il nostro corrispondente senza cambiare la frequenza impostata nella nostra radio
    • PRO: migliorano la comprensibilità
    • CONTRO: di solito sono operazioni complesse che richiedono tempo. In un contest ora che avete fatto tutto è finito anche il QSO!
  • Filtri vari. Alcune radio consento di operare solo su “un lato” della banda passante aiutando ad eliminare il disturbo in modo più mirato.
    • PRO Migliora “pulisce l’audio” impattando meno sulla comprensibilità
    • CONTRO bisogna leggersi bene il manuale!
  • Filtro notch: imparare a impostarne ampiezza e posizione
    • PRO: consente di eliminare segnali di disturbo come fischi o altri rumori che occupano una porzione dei banda abbastanza stretta
    • CONTRO: ci vuole tempo per impostarlo, ma molte radio ne hanno uno automatico.

Insomma, partecipare ad un contest, anche solo in risposta, ci da l’occasione di provare varie funzioni e saggiarne i risultati in diversi contesti.
In compenso scordatevi di chiedere al vostro corrispondente cose come:

  • Come mi ricevi?
  • Mi senti meglio così o così?
  • Aspetta che provo a cambiare l’antenna e mi dici se migliora…

Ricordate che siete in un contest e la regola è fare più QSO possibile per cui il tempo è “QSO”, non fatelo perdere a chi magari sta partecipando seriamente. Vi accontenta per cortesia, ma il rischio è che al prossimo contest vi “girino lontano”.

Antenne

Ovviamente cosa di meglio di un contest dover poter provare le antenne?

Avete a disposizione un discreto numero di stazioni radio, di solito in posizioni fisse e stabili con le quali poter confrontare (in ricezione) le varie antenne e le loro caratteristiche (ad esempio il rapporto fronte/retro di una yagi)

Posizione

Nelle VHF la scelta della posizione giusta è fondamentale, non solo in base al tipo di contest, ma anche al tipo di antenna. I contest offrono la possibilità di avere una platea abbastanza cospicua di OM i qui QSO ci consento di trarre considerazioni su molti aspetti.

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