Mountain QRP Club – IQ3QC

Monte Gennaio TO-008 Agosto 2005

Quando una mattina d’inverno ripensi a qualche memorabile esperienza fatta negli anni passati, specie quando, ahimé, credi che difficilmente potrai riviverla in futuro allora, ad anni di distanza, te la vai a rispolverare nelle memorie del computer, dato che i ricordi tendono a sbiadire nel corso degli anni.

Questa avventura, vissuta nell’estate del 2005 l’ho ritrovata in un articolo da me pubblicato in un numero del Genzano Bulletin, ma senza foto, che ora però vi ripropongo, sperando di aver destato in voi dell’interesse. A me, soprattutto, ha dato modo di rivivere intensamente quell’avventura.  

IL RIFUGINO (IKØBDO)

Non sono ancora le cinque quando, dopo essermi girato e rigirato nel letto, decido di alzarmi.

Il fatto che io abbia desiderato, malgrado l’avanzare degli anni, di tornare ancora una volta sul Monte Gennaio, nella montagna pistoiese, per il Contest Apulia QRP mi ha fatto molto pensare prima di decidere, vista la difficoltà della cosa.

Non, quindi, una semplice passeggiata, ma dover affrontare la salita affardellato con tutta l’attrezzatura da contest.

Questo mi suggerisce di effettuare l’escursione con molto più tempo a disposizione, in modo da permettermi di effettuare frequentissime soste per riprendere fiato.

Sono meno delle sette e sono già al Rifugio di Porta Franca, proprio quando il guardiano, ancora

assonnato, si affaccia ad una finestra e sembra chiedersi chi sia quel matto con quella strana attrezzatura che va a quell’ora per le montagne.

( la foto del rifugio è tratta dalla mia collezione, così come le altre del “rifugino”, fatte nel corso di mie precedenti escursioni. )

Riparto mentre il cielo non preannuncia niente di buono: sono spesso in mezzo alla nuvola e l’umidità mi si condensa sui capelli, già madidi di sudore di per se, per la fatica.

Salgo e salgo ancora, ed effettuo l’ultima rampa assassina prima della vetta, abbastanza stremato, ma curando di tenere sotto controllo le pulsazioni ….

Sono le otto ed ho tutto il tempo di installare le mie povere cose: l’IC202 e la sintesi vocale alla batteria da 6,5 Ah, e poi la 9 Tonna che irradierà il mio mezzo watt durante la gara.

Alla mia prima chiamata, alle nove, risponde subito Oscar IØZQT, seguito a ruota da Bob IØQM.

Ho voluto privilegiare, ad inizio contest, la mia zona: quindi avevo l’antenna puntata verso il sud Italia.

Devo ringraziare questi colleghi della Sezione che, avendo saputo della mia “spedizione”, si erano appositamente organizzati per collegarmi.

Il contest continua abbastanza regolarmente, con propagazione discreta: molte stazioni dell’ Est, Ungheria, Repubblica Ceca ecc. che chiamano DX su 144,300 a cui rispondo e non ce la faccio, a causa del mio misero mezzo watt.

Lo so:, il fatto è scontato in partenza e non mi affligge più di tanto.

Comunque, il mio bravo spagnolo, con una propagazione via mare molto scarsa, me lo sono fatto anche quest’anno!

Subito dopo il lungo QSO con Giorgio IWØDGL, il trentasettesimo per il contest, mi rendo conto che il WX sta peggiorando rapidamente: soffia un vento teso da est e la nuvola in cui sono immerso e’ più scura di sempre. Non solo, la propagazione mi sembra calata ulteriormente ed è cresciuto il QRN.

Una fortunata intuizione mi suggerisce di smontare tutto al volo e tornarmene a casa, ma non faccio in tempo, inizia a grandinare, preannuncio di un temporale a breve, che lassù è particolarmente pericoloso a causa dei fulmini.

Faccio appena in tempo a riporre “l’elettronica” nello zaino che inizia l’ira di Dio.

Che fare? Decido di lasciare l’antenna montata, con l’intenzione di recuperarla più tardi.

Ma dove ripararmi ? Il Rifugio e’ a tre quarti d’ora e l’unico riparo è costituito dal mio “rifugino”, cento metri più giù.

Chiamare quell’anfratto “rifugino” è veramente un po’ troppo, ma per me lui è il “mio” rifugino, dopo che me lo costruii, previdentemente, diversi anni fa, proprio in previsione di una simile situazione. Lo raggiungo sotto il temporale e mi ci infilo dentro.

Immaginatevi un’anfratto fra due rocce, con lo spazio appena sufficiente per entrarci disteso, di schiena: una situazione che ricorda quella che si vive quando si effettua una Risonanza Magnetica, solo molto, ma molto più scomoda.

Ma il riparo e’ sicuro, i fulmini lì non ti possono colpire e di acqua, dai sassi che ricoprono l’anfratto, ne filtra poca.

Comunque, coperto da un telo di plastica, in posizione oltremodo disagevole, vi ho trascorso oltre tre ore.

A fine contest il temporale ha deciso di smettere, permettendomi così di tornare in vetta e recuperare l’antenna.

Cosa posso dire? Un contest andato male?  Non credo.

Per me un contest fallisce quando incontri problemi tecnici, non quando vivi un’avventura che ti rimarrà indelebilmente impressa nei ricordi.

La mia ultima ora di contest?  Seduto sui gradini del rifugio, a mangiarmi il mio ultimo panino, condividendo con un bastardino nero il mio semplice pasto.

Che vuoi di più da un contest?

Posso assicurarvi che il ricordo di quella mezz’ora, con gli occhi di quel cagnuccio che mi guardavano imploranti, vale da se tutta l’avventura.

73 de IK0BDO, Roberto

Così, oggi, ho potuto rivivere l’avventura di allora, con la consolazione che quell’anfratto potrà tornare utile, in futuro, a qualche solitario viaggiatore delle vette o a qualche selvatico animale.

Chissà mai se qualcuno potrà ripararsi in quel minuscolo rifugio che un radioamatore, amante della montagna, costruì tanti anni prima, nel passato  ….  Forse costui si chiederà chi mai si sia divertito a costruirlo.

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2 commenti su “Monte Gennaio TO-008 Agosto 2005”

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