Mountain QRP Club – IQ3QC

LE MIE NOZZE D’ORO CON LE RADIOTRASMISSIONI

IK0BDO ROBERTO

LE MIE NOZZE D’ORO CON LE RADIOTRASMISSIONI

E’ la notte del 17 Luglio 1999 e la vecchia sveglia nella mia casa di montagna, con il suo ticchettio, mi impedisce di dormire. Chissa’ quanto manchera’ alla sveglia ?  Mah! E’ inutile rigirarsi nel letto, col rischio poi di far tardi all’inizio del contest, tiriamoci su ……
E cosi’ inizia alle cinque la prima delle due tornate del Contest Apulia 1999, che da tempo ho programmato di effettuare in portatile puro, da solo, in vetta al Monte Gennaio, in provincia di Pistoia, a quota 1814 metri, una delle piu’ alte vette dell’Appennino Tosco Emiliano.
Parto in macchina, con cui raggiungo il punto piu’ alto possibile, a circa 1400 metri.  Ma da li’ c’e’ da superare ancora un dislivello di oltre 400 metri. Quattrocento metri sembrerebbero poca cosa, se non ci fossero 25 chili di attrezzatura nello zaino, e se non mancassero solo un paio di giorni al mio sessantesimo compleanno.
Inizio la salita con passo da montanaro, lento, cercando di respirare profondamente.  L’aria fredda del mattino aiuta nella fatica e si va su, sempre piu’ su.
Dopo un’ora e mezza sono all’attacco finale della montagna, su un tracciato che ho sempre definito una scala, piu’ che un sentiero, tanto e’ ripido. Alle 8,15 sono in vetta; fa freddo e tira vento da est. Apro l’ombrellone leggero e lo poggio a terra per ripararmi un po’ dal vento ed inizio a montare la 9 elementi Tonna e la stazione.
Certo c’e’ poco da montare, perche’ il contest di oggi e’ per stazioni QRP ed io partecipero’ nella categoria fino a 3 watt. Collego i cavi all’IC202, la sintesi vocale per risparmiare un po’ di voce nelle chiamate, le batterie e sono pronto. Certo, partecipare ad un contest con una potenza cosi’ esigua e per di piu’ di sabato vuol dire accettare in partenza un numero abbastanza ridotto di collegamenti.
Circolano in questi giorni d’estate sulla rete packet messaggi di noti colleghi “contestatori”, sconsolati per il sempre piu’ evidente calo di partecipazione ai contest. E’ purtroppo un fenomeno verissimo che a mio avviso dipende da molte cause, in primo luogo la moda di Internet, dei telefonini e di tutto quello che e’ facile e non richiede sacrificio.

Quando ero agli inizi della mia attivita’ radioamatoriale, si diceva degli OM che erano quegli strani tipi che stavano svegli la notte per fare collegamenti. Dire che a quei tempi non si dovesse andare a lavorare la mattina e’ falso, forse c’era anche piu’ lavoro.  Solo che la radio affascinava di piu’ e la sperimentazione ed il sacrificio per ottenere risultati era la strada normale da percorrere.
Sicche’, in linea con il pensiero di Mario I1ANP, sto per iniziare un contest che non mi permettera’ molti collegamenti, ma che mi mettera’ comunque in competizione con gli altri (pochi in verita’) che hanno accettato questa limitazione in partenza.  Soprattutto mi mettera’ in competizione con me stesso, per cercare di collegare tutto il collegabile.

Alle nove in punto chiamo e mi risponde immediatamente ed immancabilmente Franz I3FFE, un tempo I7FFE(oggi SK), che io incontrai per la prima volta a Trani per una premiazione di un contest pugliese.  Che persona squisita!
Mi passa il 59001; ci si scambia un rapido saluto e …. via! Il contest prosegue con una discreta partecipazione dal nord Italia ma poco o niente dal sud e dall’estero, fino alle 15, quando inizia la maratona Slovena. Ora la musica cambia, e un gran numero di S5 mi porteranno un bel po’ di punti. Mi paragono con i progressivi che passano gli altri concorrenti italiani e vedo che io sono abbastanza avanti.  Decido di chiudere in anticipo e alle 16,27 faccio l’ultimo collegamento con 77 QSO al mio attivo.
Perche’, direte voi, hai sprecato una cosi’ bella possibilta’ se le cose ti andavano cosi’ bene con gli sloveni?  Perche’ il giorno dopo dovevo ripetere tutto da capo, e non sapevo se le forze mi sarebbero bastate.  Conveniva risparmiarsi, tornare a casa e riposarsi per riiniziare la salita, carico come un mulo, all’alba del giorno dopo.

Al rifugio di Portafranca, che si incontra a meta’ percorso, i gestori mi domandano  perche’ io stia tornando fino a valle per poi risalire. Cerco di spiegare che l’indomani debbo effettuare la gara su un’altra gamma, e quindi devo cambiare tutta l’attrezzatura, antenna compresa. E poi c’e’ da ricaricare le due batterie al Pb-gel che, per fornirmi 22 Ah, pesano 12 chili…..

E siamo nuovamente alle 6,30 del giorno dopo quando, lasciata la macchina, sto per riiniziare la salita.  Mi sembra che le forze ci siano, e raggiungo abbastanza agevolmente il rifugio, ancora chiuso. Avranno bisbocciato fino a notte fonda, ed ora dormiranno, penso. Inizio la seconda parte della salita, e comincio ad avere il fiato un po’ corto. Rimedio un po’ facendo delle soste piu’ frequenti, ma le devo fare in piedi, perche’ se mi siedo poi non ce la faccio a ritirarmi su con uno zaino cosi’ pesante. Allo scollinare del crinale con il versante ovest mi butto giu’ di peso, stremato e avido di ossigeno. Il vento mi gela il sudore, e cerco di ripararmi dietro lo zaino.
Mentre sdraiato a terra cerco di riprendere le forze, mi chiedo il perche’ di voler fare tanta fatica. E rivivo le mie escursioni in montagna, in cerca di postazioni aggressive e rivivo le fatiche di ogni volta. Chi mi conosce in radio sa che mi ha collegato quasi sempre in portatile; qualcuno, come ad esempio Giovanni IW0BET, mi chiama “Lupo Solitario” e non e’ il mio pseudonimo da CB, ma la dimostrazione che mi conosce come un essere errabondo, in giro per l’appennino ad attivare in VHF province piu’ o meno rare. Radioamatore vuol dire letteralmente amante della radio, e cosa c’e’ di piu’ bello di amarla a tal punto da soffrire fisicamente per ottenere grazie a lei dei risultati lusinghieri ? Mentre sdraiato sull’erba bagnata dalla rugiada notturna stento a riprendere le forze, mi rendo conto che, oltre a compiere sessanta anni, ne compio cinquanta di sodalizio con le radiotrasmissioni.

Mi rivedo, bambino, per le scale del palazzo dove abitavo a Roma, con la cuffia in testa e fra le mani la radio con il diodo al germanio, che cerco di vedere fino a dove si riesce ad ascoltare la voce di mio fratello che parla nel microfono a carbone preso in prestito dal telefono di casa. Microfono che, per provare, avevo posto in serie all’antenna della radio a reazione, a tre valvole, in onde medie. Si era nel dopoguerra, allora, e non molti si potevano permettere delle supereterodina. Tale tipo era una prerogativa di persone ricche. Ricordo che a casa ne avevamo tre di radio, ma tutte a reazione, ed io, da bambino impertinente, mi divertivo a farle innescare per disturbare l’ascolto delle altre nostre radio. Quello fu il mio primo approccio con le radiotrasmissioni, anomale e pirate finche’ si vuole, ma pur sempre radiotrasmissioni. Coprii la distanza di due piani, allora, con il mio primo trasmettitore a reazione, ed avevo solo dieci anni.  Ne restai talmente affascinato che da allora non smisi piu’. Ora copro un po’ piu’ di due piani di scale, ma ho anche qualche anno di piu’.

Il contest in 432 MHz e’ stato quel che e’ stato. Poca partecipazione, e quella poca grazie ad OM del Nord Italia. Io avevo informato via packet i miei colleghi della Sezione ARI di Genzano che avrei effettuato il contest dall’Appennino Tosco Emiliano, ma nemmeno Ivo IK0RMR mi ha passato i punticini.  Aveva collegato IK1FHB/1, dal Monviso, ad inizio contest, e Corrado mi diceva di non averlo poi piu’ sentito. In concomitanza con la gara in 432 MHz c’era quella in 144 MHz e le persone come lui attrezzate su entrambe le gamme preferivano operare in due metri, grazie alla maggiore partecipazione. I collegamenti fatti hanno dimostrato che la propagazione c’era. Ho spadellato, si, Nico IK7MOI, ma quello era un collegamento veramente duro per la mia stazione da montagna, apparato ed antenna, una 16 elementi I0JXX per i 432 MHz, figlia minore e meno nota della 16 elementi per i due metri. Ringrazio comunque Sandro per avermela prestata, e mi scuso per la mia reticenza a rendergliela.
Gli altri concorrenti si sono pian piano persi per strada, delusi da un carniere tanto magro.   Io sono andato avanti fino alle tre del pomeriggio, quando, mi vergogno dirlo, stufo piu’ che stanco, ho smontato tutto e sono ridisceso a valle. Ventiquattro collegamenti in sei ore sono un po’ pochini, vero ?

Dire che non sono soddisfatto non e’ esatto.  La gara poteva essere piu’ gratificante, si, ma comunque le mie nozze d’oro con le radiotrasmissioni le avevo vissute in salute e con l’entusiasmo di quando, da bambino, facevo le prove per le scale di casa.

Allora avevo dieci anni; ora cinquanta di piu’.
IK0BDO * I-QRP #280 * Roberto Silli

Luglio 1999

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